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martedì 10 marzo 2026

Donne al voto. Ricorre l’80esimo anniversario

 



Era il 10 marzo 1946, 80 anni fa.

Alle donne venne concesso il diritto di voto, per la prima volta affollarono le sezioni elettorali con entusiasmo e determinazione, consapevoli del passaggio da un ruolo in cui subivano le scelte ad uno attivo in cui condividevano con gli uomini la facoltà decisionale.

Certo, perché andare a votare ha in sé il significato di partecipazione attiva alla vita politica e sociale del proprio paese.

In un dopoguerra che provava a rialzarsi curando le ferite di primo intervento, consapevole di essere all’inizio di un cammino difficile, faticoso, con tempi di realizzazione a medio e lungo termine, il diritto delle donne al voto apparve come un segnale di cambiamento, illuminando un futuro dove la costruzione di una società migliore sembrava finalmente possibile.

Abbiamo da poco festeggiato l’8 marzo fra mimose, auguri, abbracci e feste conviviali, il tutto condito da luoghi comuni, superficialità e spinte al consumo di oggetti e beni del tutto inutili.

Per fortuna non sono mancate le riflessioni utili a rilevare lo status attuale delle donne, fra conquiste, diritti conseguiti da una parte e mancanza, vuoto e negazione dall’altra.

Se ottanta anni fa le donne andarono al voto riconoscendo in quel diritto un’attribuzione di valore e dignità, oggi è fondamentale chiedersi quale futuro è stato da allora costruito e quale presente caratterizzi la vita delle donne.

Essere donna oggi, alla luce della parità dei ruoli uomo donna conseguita in numerosi aspetti e settori, significa anche mancanza, vuoto ed assenza di:

-     piena libertà di essere, decidere la propria vita professionale ma soprattutto affettiva (femminicidi e violenza)

-     riconoscimento del proprio impegno sociale e civile con interventi di sostegno alla conciliazione lavoro/cura di figli e famiglia

-     -  riscontro economico per il perdurare del lavoro in nero e dei bassi salari

-      rispetto della dignità del proprio corpo

Ma Essere donna oggi, significa poter percorrere unitamente all’uomo un cammino verso la dignità ed il rispetto reciproco affinché ogni conquista porti unione e condivisione.

Brindisi,10.03.2026                         Iacopina  Maiolo

 

 

 

 

 

 

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