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lunedì 7 ottobre 2024

Psichiatria e dintorni: come intervenire per frenare l’escalation della violenza

 



Assistiamo ad una molteplicità di eventi che turbano la stabilità del sistema morale, comportamentale ed interpretativo di cui siamo parte. Nessuna enfasi o esasperazione del giudizio: siamo di fronte ad un fenomeno che possiamo definire epocale.

L’escalation di fenomeni e comportamenti violenti in una quotidianità che coinvolge attori ed attrici di azioni talmente atipiche nella loro  spietata crudeltà e dai tratti non classificabili nelle categorie interpretative e diagnostiche in uso dalla psichiatria e psicologia, pone quesiti ed obblighi che le scienze indicate hanno il dovere di affrontare fornendo delle risposte utili sia per la prevenzione che per la cura.

Appare dunque necessario:

-   -  Interrogarsi in maniera scientifica circa l’entità dei fenomeni Gli interventi ed i pareri espressi a livello mediatico (social, talkshow, rubriche giornalistiche) non hanno valore scientifico. La ricerca nel campo psichiatrico ha l’obbligo di superare l’approccio farmacologico e di riprendere gli studi multifattoriali in merito alle cause possibili dell’incremento parossistico di tali fenomeni

 - Rilevare se esistano nessi e interpretazioni che leghino gli eventi distruttivi e violenti a circostanze e situazioni oggettivamente definibili.

-Mettere in atto in maniera sistematica e coordinata a livello sociopolitico progetti ed interventi che coinvolgano esperti nelle varie aree delle scienze umane sulla base di studi e ricerche condotte a livello globale ed in sinergia da scuole, università, agenzie educative etc. La frammentazione degli interventi e l’improvvisazione li rende inefficaci e porta a sperpero di denaro.

 - Stabilire un’unità di crisi a livello centrale che possa offrire aiuto e sostegno diretto ed immediato in situazioni di emergenza.

 - Abbandonare moralismi, pregiudizi ed atteggiamenti superficiali. Non serve ad esempio intensificare le pene per incidere in maniera significativa sul fenomeno.

 Ma ciò che tutti noi possiamo fare è molto semplice: coltivare una cultura di pace e comprensione nelle nostre famiglie educando alla non violenza.

Brindisi,07/07/2024                                           Iacopina Maiolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

giovedì 26 novembre 2020

Voci di donne

 


 

Camminando nei corridoi delle nostre esistenze, spesso, ma sarebbe il caso di affermare sempre, incontriamo episodi, eventi, manifestazioni  o semplici intenzioni di abusi e violenze.

Non è che agli uomini non accada, intendiamoci. Violenze, abusi, maltrattamenti fisici o solo psicologici sono all’ordine del giorno, e talmente diffusi nell’oscurantismo dei diritti umani e del senso etico che stiamo attraversando, da turbare oltremodo le coscienze.

Ma quando parliamo di donne è diverso, il confine appare evidente ed inequivocabile : la violenza rivolta alle donne è un’espressione del genere a cui appartengono, tocca profondamente il nucleo dell’essere offendendo la dignità dell’esistente, degradandone i percorsi di vita, turbando e segnando con matite indelebili gli animi ed i vissuti.

Questo senza vittimismo o autocommiserazione, perché le donne imparano a lasciar fluire, ad accogliere con resilienza quanto accade nelle loro esistenze, integrando le esperienze positive , quanto di bello offre la vita, con quegli aspetti che nel loro squallore inducono disagio, traumi e senso di sconfitta.

Come spiegarlo agli uomini?

E’ violenza ed abuso qualsiasi gesto, azione od intenzione che usi e prevarichi la femminilità degradandola, anche se questo è il risultato ma non l’intento. Ecco ad esempio che  anche uno sguardo di troppo rivolto nei confronti di una ragazzina poco  più che bimba verso specifiche parti del suo  corpo ,  può determinare vissuti di abuso e violenza.

Finché continuerà, anche se in maniera subdola o indiretta, l’atteggiamento culturale di possesso, mercificazione e connotazione sessuale delle donne e del loro corpo, dubito che ci si possa liberare da comportamenti maschili inadeguati o inopportuni.

Vivere la sessualità ed il proprio orientamento in serenità, nel rispetto della dignità dell’altrui presenza, senza prevaricare, assoggettare, offendere, è presupposto per la costruzione di rapporti ispirati dall’amore e non dal degrado morale della violenza.

Queste considerazioni alla luce della giornata del 25 novembre, che rappresenta uno spazio di riflessione sul tema della violenza nei confronti delle donne.

Brindisi , 24/11/2020                                      Iacopina Maiolo

martedì 2 ottobre 2018

“ CARO DIARIO “ : IL POTERE DELLE PAROLE


 

 
Viviamo, oggi, in contesti ove sembrano essersi smarriti valori, senso etico dell’esistenza, significati e significanti che dovrebbero guidare le nostre vite attribuendo ai nostri comportamenti obiettivi, motivazioni, e quant’altro ci consenta di interrompere il nostro cammino per chiederci : - dove sto andando? Per quale motivo? E’ giusto e opportuno proseguire il percorso intrapreso? Qual è il significato che lega le azioni del canovaccio della mia esistenza alle vite altrui? -

 
Il pensiero segue ben altre vie, quelle delle apparenze, abbiamo perso la capacità di produrre, attraverso le profondità della mente, e di esprimere, attraverso le opere e le parole, ciò che caratterizza la nostra essenza umana e che ci distingue, senza porre gerarchia alcuna nel mondo animale, come specie SAPIENS.

 
Tutto ciò non può accadere senza dolore, pertanto conduciamo le nostre esistenze come anestetizzati da falsità che assurgono al ruolo di verità, mentre osserviamo la realtà con gli specchi deformanti affinché possa non emergere quel barlume di coscienza che ci liberi dallo stato di evanescenza dell’essere e dell’esistere.

 
Un tempo non lontano, si consigliava (fin da piccoli) di tenere un diario sul quale annotare giornalmente gli eventi trascorsi, e quanto, fra emozioni, stati d’animo, pensieri, riflessioni, legati ad essi…

Ecco l’importanza delle parole, che, attraverso la scrittura offrivano ampi spazi di comprensione, di lettura ma anche rilettura degli eventi, con la possibilità di mettere in discussione le proprie e le altrui azioni senza pregiudizi mescolati a falsità ideologiche.

 
Proviamo a leggere  un’ipotetica pagina di diario scritta  a fine giornata da qualcuno che vive  in questo tempo privo di embrioni di coscienza e consapevolezza:

Caro diario

oggi sull’autobus abbiamo urlato contro questi neri che hanno invaso il nostro paese, è troppo, li vedi lì tranquilli al cellulare, vestititi  bene… non di stracci, anche i bambini, sono paffuti , vuol  dire che mangiano, li trattano bene …TORNATEVENE A CASA, qui  avete finito di vivere a sbafo sulle spalle di noi italiani…Qualcuno, alla fermata del bus ha preso una pietra e l’ha lanciata verso quella donna, quella con il bambino bello e paffuto che il mio è anche malato ( ha una malattia autoimmune come si chiamano ora, e mi fa disperare per la sua salute.)

BASTARDI.. A CASA!!!

Un sasso , il sangue sulla testa del bambino.. sangue,il  sangue colava giù, la madre è caduta e molti hanno riso..Dio che ho fatto!
Domani ti cerco, devo chiederti scusa, signora dal colore scuro e dai denti bianchi , potremmo portare i nostri piccoli a giocare, lontano dagli occhi di quei poveri folli che istigano alla  violenza senza fermarsi a pensare  e a chiedersi il perché delle proprie azioni…
 Brindisi,02/10/2018                                         Iacopina Maiolo
  

venerdì 6 dicembre 2013

Bambini maltrattati




Secondo uno studio promosso dalla Bocconi, Terre des Hommes e il Coordinamento Italiano dei servizi contro il maltrattamento all'infanzia (Cismai) e  presentato in questi giorni , i casi di maltrattamento infantile ( solo i nuovi casi)  costano 910 milioni di euro ogni anno.  Tra i costi rivolti alla cura ed all'assistenza dei bambini   le spese sono così suddivise : per la voce ospedalizzazione la stima  è di una spesa annua di 49.665.000 euro, per la cura della salute mentale di 21.048.510 euro, per strutture/prestazioni residenziali 163.818.655 euro, affido familiare 12.648.948 euro e per il servizio sociale professionale 38.052.905 euro.
Lo studio inoltre  opera delle lungimiranti proiezioni considerando i costi che il maltrattamento infantile genera nel giovane e  nell’adulto (assumendo che l’essere stati oggetto di maltrattamento da bambini  provochi  la problematicità nell’adulto), riferendosi  alle seguenti variabili: la cura della salute da adulti,  le spese connesse alla delinquenza giovanile  ed alla criminalità adulta, giungendo a quantificare le perdite di produttività per la società ( stimate in 6.648.577.345 di euro).
Cifre da capogiro che rappresentano stime e proiezioni, ma basate su dati concreti e che dunque devono essere considerate  espressione di quella criticità che il paese attraversa.
Ridisegnare la mappa dei servizi all’infanzia  per operare nell’ottica della prevenzione primaria pare non interessi a chi regge le sorti politiche di questo paese, è infatti dal governo Monti che l’unica operazione necessaria appare la sforbiciata ai fondi destinati al welfare. Alla luce dell’evoluzione delle politiche di welfare dagli anni ‘90 in poi, con l’introduzione del concetto e delle prassi  di prevenzione (primaria, per evitare che accada l’evento temuto, secondaria e terziaria per l’intervento di riduzione del danno a seconda dell’intensità e della gravità della manifestazione ) e con gli interventi di empowerment per educare  alla promozione delle risorse e delle strategie individuali al fine di rafforzare la capacità degli stessi individui di operare una prevenzione direttamente nei propri percorsi di vita, gli anni correnti rappresentano  forse la più grave involuzione sociale, psicologica (quella  economica è l’unica ad essere riconosciuta) mai accaduta nella storia dal secolo scorso , e ciò malgrado si siano attraversate due guerre mondiali con eventi di incredibile annientamento e ferocia.
Mi spiego meglio: il percorso verso la civiltà, il processo di civilizzazione che l’umanità ha iniziato  dalla sua nascita ( i cui albori sono stati segnalati dalla comparsa della specie Sapiens) è stato caratterizzato da un progresso quantomeno ideale, ( quando le contingenze  non lo permettevano ) verso condizioni di vita  migliori. Intendo dire che l’obiettivo etico ed il senso del divenire storico verso la civiltà non veniva mai negato, cioè persisteva, malgrado la realtà negativa, in uomini e donne , gruppi sociali  che ne erano portavoce assidui, costanti e temerari.
Oggi assistiamo purtroppo ad una regressione proprio del senso etico e delle conquiste nel settore umano esistenziale , con una discrepanza mostruosa fra questi aspetti che caratterizzano la società globale e le acquisizioni delle scienze (medica, tecnologica, strumentale etc..).
Ogni situazione viene vivisezionata  e ciascuno di quelli che contano (nella politica, nell’economia, nei saperi, nella sfera sociale) costruisce il proprio territorio di conquista traendo vantaggi per sé o per il gruppo sociale di appartenenza.
E’ andata perduta la tensione morale che dovrebbe caratterizzare gli uomini che si occupano dell’umanità, , forse la ritroviamo solo in quelli spot ( caroselliani )   che trattano di beni da consumare o da produrre, magari a discapito dell’ambiente e dell’ecologia umana (ambiente naturale e psicosociale).
Ecco che  la proposta di  inserire la prevenzione del maltrattamento infantile all'interno del Piano sanitario nazionale e del Piano nazionale di prevenzione sanitaria, e di promuovere un Piano nazionale integrato di prevenzione del maltrattamento sui bambini” , che emerge dallo studio citato, suona  distorto e disarmonico come la melodia di un’arpa in contrapposizione a grancassa e trombone.
In un mondo ove l’infanzia ha perso le caratteristiche di purezza e fragilità, cioè dell’essere oggetto di cura, amore ed attenzione per il bene comune  presente  e futuro dell’umanità , se non regrediamo , in un paradosso evolutivo, verso forme di vita  più consone ad una società civile e progredita, niente sarà più possibile.

Brindisi,05/12/2013                                  Iacopina  Mariolo