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mercoledì 13 dicembre 2023

Natale 2023

 


Ci siamo, il conto alla rovescia raggiunge il culmine, ormai pochi giorni ci separano dalle festività più attese dell’anno.

Ma perché il Natale ed i giorni a seguire rappresentano per noi la parentesi del calendario che identifichiamo come il periodo più bello dell’anno?

Negli ultimi 50 e più  anni abbiamo vissuto il passaggio dalla tradizione legata agli aspetti religiosi ( la nascita del bambinello Gesù in quel di Betlemme al freddo e al gelo ) ; socio culturali(  l’arrivo della Befana che evocava premi e punizioni inflitte da una figura alleata del Super Io e perciò invisibile ed irraggiungibile) ; ambientali ed economici ( ai piccoli, solo a loro, giungevano dai camini a legna e carbone, dolcetti e qualche caramella magari di zucchero caramellato confezionata nella cucina, che andavano a riempire calze di lana pesante); all’oggi  che evoca in maniera privilegiata la spinta al consumo di beni non certo di prima necessità.

Le festività natalizie dunque rappresentano per le multinazionali che gestiscono i propri interessi, la possibilità di dirigere le masse manipolandone le volontà.

Quale senso dare oggi alle festività natalizie recuperandone il significato etico ed affettivo?

Dobbiamo fare riferimento a stati d’animo, emozioni e comportamenti ad essi ispirati.

Natale (e la parentesi festiva) è:

- magia ed incanto nel torpore di una natura dormiente sotto le coltri;

- attesa di una nuova vita che sorge pur fra mille difficoltà ed imprevisti;

- speranza nelle possibilità e capacità di costruire o realizzare il     sogno ed i desideri (nuovo anno);

- solidarietà ed amicizia (lo scambio affettivo del dono);

- promessa ed impegno in favore di un cambiamento che possa apportare benefici a chi ci è vicino o a chi il cui ben- essere dipende dalle nostre scelte;

- riposo/ divertimento/ gioia;

- tempo da dedicare a chi amiamo.

Il mio augurio di Buone Feste è ispirato al recupero di quanto è stato sommerso dalla superficialità del vivere quotidiano e dalla deriva dei sentimenti e delle emozioni di cui oggi siamo vittime ma anche attori forse inconsapevoli…

Brindisi,13/12/2023                                              Iacopina Maiolo 

giovedì 31 dicembre 2020

Un anno da ricordare

 



Il 2020 passerà alla memoria come un anno da depennare dall’agenda dei nostri ricordi, c’è chi vorrebbe proporre di cancellarlo dalle pagine della storia.

La Storia dà I brividi /E nessuno la può cambiare/La Storia siamo noi/Siamo noi padri e figli/.. La Storia non ha nascondigli / La Storia non passa la mano/La Storia siamo noi ( testo tratto da “La storia siamo noi “ di F. De Gregori ).

Ecco che quanto accade, nel bene e nel male,  non si può cancellare ma non per costrizione o ineluttabilità. Impariamo presto, noi esseri umani, che ogni evento, per quanto triste e sciagurato interviene  come tessera nella costruzione del puzzle delle nostre esistenze, e se con fantasie compensatorie  immaginiamo la nostra vita priva di qualche triste accadimento che abbiamo patito, dubito che saremmo pronti a sottrarlo al magico incastro, poiché ben sappiamo che il quadro della nostra esistenza perderebbe di significato.

Quanto è accaduto ha una portata storica notevole ed unica, per noi che non abbiamo vissuto  guerre,  eventi e  catastrofi naturali che si sono  consumati lontano  da noi  anche nell’ultimo ventennio.

Certo se al quesito su quale sia stata l’esperienza più difficile da affrontare a causa della pandemia, qualcuno pensasse di rispondere

- la chiusura dei centri commerciali, dei centri estetici, dei bar o ristoranti... perché non sapevo cosa fare e mi annoiavo in lockdown –

farebbe bene a tacere.

La pandemia in pochi mesi  ha intaccato e purtroppo in alcuni casi distrutto ( ciò vale per i più economicamente fragili ) l’assetto economico e sociale che in questi anni era stato costruito, spesso con sacrifici , senso di responsabilità ed anche efficienza e professionalità.

I lutti hanno poi devastato in alcune zone d’Italia un’intera fascia generazionale colpendo spesso in toto alcuni nuclei familiari.

Sono questi gli aspetti che rendono negletto  l’anno trascorso, e che ci portano ad esorcizzare quasi con riti scaramantici la malasorte, affinché non si riproponga nell’anno a venire.

Facciamo tesoro di quanto è accaduto, accettiamo il cambiamento che la pandemia inevitabilmente ha portato con sé e prendiamo gli aspetti positivi che in ogni evento, per quanto spiacevole, esistono.

Stiamo scrivendo  le pagine di un cambiamento che potrebbe essere epocale, usiamo la creatività , l’amore per la vita dell’individuo e della comunità, il senso etico del vivere civile , pensando al 2021 come un anno vestito di nuovo nel vero senso della parola.

E’ questo per me l’augurio migliore.

 

Brindisi, 31/12/2020                                Iacopina Maiolo