Italia21

mercoledì 8 aprile 2026

Realtà e fantasia

 


 Il contesto in cui viviamo ha in sé aspetti contraddittori, caratterizzati da ambiguità e paradossi.

Da quando la rivoluzione multimediale (dalla metà degli anni ’90) è entrata a far parte della nostra quotidianità, il mondo reale e quello virtuale progressivamente sono andati a sovrapporsi, rendendo a volte difficile la distinzione fra ciò che è tangibile, cioè che esiste realmente e che possiamo vedere direttamente e toccare e ciò che non lo è, che appartiene a quel mondo immaginifico che viaggia grazie ai canali multimediali.

Se un tempo (dai 40 anni  in su ne abbiamo memoria) realtà e fantasia erano distinte, dai confini chiari e ben distinguibili, con la possibilità di convergere nell’atto creativo dell’artista o nella trascendenza di chi si inerpicava sui sentieri dell’immaginazione, oggi viviamo in un mix  potenzialmente distruttivo per chi ne vive gli effetti.

Gradualmente le generazioni hanno subito il paradosso della realtà virtuale e dei suoi effetti deleteri, entrando in meccanismi perversi che annientano la persona e la sua capacità decisionale poiché mirano all’uso degli individui come strumenti di consumo di beni e prodotti.

Ecco che i nati dopo il 1995, chiamati Generazione Z, non hanno contezza di un mondo senza cellulare, tablet e p.c.

A rivoluzione avvenuta, non si vuole negare il vantaggio di un mondo web: dalla velocità dell’informazione alla possibilità di gestire in pochi istanti il mondo della conoscenza, prima ignoto a molti, all’uso straordinario della A.I. nei vari campi di applicazione, per finire con i social che se ben usati possono essere uno fra i vari strumenti di socialità…

Fondamentale per non esserne travolti, è imparare a gestire questa enorme mole di dati legati alla multimedialità.

Ne deriva che l’atteggiamento censorio da parte di educatori ed adulti nei confronti delle nuove generazioni, non raggiunge lo scopo primario. che dovrebbe essere quello di insegnare ad usare il mondo virtuale come un’opportunità di crescita, socializzazione ma anche di  divertimento  e relax ( videogiochi, playstation..).

Potremmo dunque assistere (perché no) ad un ‘ora di lezione sull’uso corretto di Tik Tok o Instagram invece di limitarsi a vietare l’uso di smartphone o iphone in classe.

In questo modo si potrebbe raggiungere l’uso consapevole di strumenti che lasciati senza istruzioni adeguate nelle mani di chi non ha la capacità di discernere da solo la distinzione fra realtà e fantasia, hanno un potenziale distruttivo.

 

Brindisi,08/0/2026                           Iacopina Maiolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

martedì 10 marzo 2026

Donne al voto. Ricorre l’80esimo anniversario

 



Era il 10 marzo 1946, 80 anni fa.

Alle donne venne concesso il diritto di voto, per la prima volta affollarono le sezioni elettorali con entusiasmo e determinazione, consapevoli del passaggio da un ruolo in cui subivano le scelte ad uno attivo in cui condividevano con gli uomini la facoltà decisionale.

Certo, perché andare a votare ha in sé il significato di partecipazione attiva alla vita politica e sociale del proprio paese.

In un dopoguerra che provava a rialzarsi curando le ferite di primo intervento, consapevole di essere all’inizio di un cammino difficile, faticoso, con tempi di realizzazione a medio e lungo termine, il diritto delle donne al voto apparve come un segnale di cambiamento, illuminando un futuro dove la costruzione di una società migliore sembrava finalmente possibile.

Abbiamo da poco festeggiato l’8 marzo fra mimose, auguri, abbracci e feste conviviali, il tutto condito da luoghi comuni, superficialità e spinte al consumo di oggetti e beni del tutto inutili.

Per fortuna non sono mancate le riflessioni utili a rilevare lo status attuale delle donne, fra conquiste, diritti conseguiti da una parte e mancanza, vuoto e negazione dall’altra.

Se ottanta anni fa le donne andarono al voto riconoscendo in quel diritto un’attribuzione di valore e dignità, oggi è fondamentale chiedersi quale futuro è stato da allora costruito e quale presente caratterizzi la vita delle donne.

Essere donna oggi, alla luce della parità dei ruoli uomo donna conseguita in numerosi aspetti e settori, significa anche mancanza, vuoto ed assenza di:

-     piena libertà di essere, decidere la propria vita professionale ma soprattutto affettiva (femminicidi e violenza)

-     riconoscimento del proprio impegno sociale e civile con interventi di sostegno alla conciliazione lavoro/cura di figli e famiglia

-     -  riscontro economico per il perdurare del lavoro in nero e dei bassi salari

-      rispetto della dignità del proprio corpo

Ma Essere donna oggi, significa poter percorrere unitamente all’uomo un cammino verso la dignità ed il rispetto reciproco affinché ogni conquista porti unione e condivisione.

Brindisi,10.03.2026                         Iacopina  Maiolo

 

 

 

 

 

 

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