Italia21

venerdì 23 settembre 2011

Una nonna per mamma

Mamma-nonna o nonna-mamma, ci troviamo oggi a discutere della validità dell'essere mamma oltretempo sulla scia di fecondazioni in vitro, di ovodonazioni e similari .
Chi si occupa di fecondazione assistita  costantemente urta con principi etici  nella valutazione degli atti che compie per far si che la coppia possa entrare nella schiera dei neogenitori, e, speriamo che di ciò ne faccia un emblema, piuttosto che riferirsi unicamente ai guadagni  (spesso lauti) che  ne derivano.
Un riferimento alla legge è d'obbligo per comprendere il motivo per il quale moltissime coppie emigrano in paesi da cui far ritorno con un embrione impiantato a buon fine ed una gravidanza  da cui nascerà un bebè  prodotto dall'artificiale ( o artificioso) connubio fra ovulo e spermatozoo.Tale pratica è tanto diffusa da aver   dato origine alla locuzione turismo riproduttivo
.La legge 19 febbraio 2004 n. 40 , per l'abrogazione di alcuni punti  nel 2005 si è tenuta una consultazione referendaria con esito negativo per il mancato raggiungimento del quorum (25,9% I VOTANTI), pone numerose restrizioni . Riportiamo di seguito  l'art.4 che stabilisce l'accesso alle tecniche ed l'art.5 sui requisiti soggettivi

ART. 4.
(Accesso alle tecniche).
1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.
2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti princípi:

a) gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasività;
b) consenso informato, da realizzare ai sensi dell'articolo 6.
3. È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.


ART. 5.
(Requisiti soggettivi).

1. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 4, comma 1, possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi

Fra i paesi dove tali restrizioni non sono presenti ( ad esempio la fecondazione eterologa,  una procedura che si avvale di spermatozoi o di ovociti ottenuti da donatori estranei alla coppia è possibile nella maggior parte dei paesi europei) troviamo in primis la Spagna, ove non esiste lista di attesa.
Ognuno di noi ha certamente le proprie convinzioni in merito a tali procedure medicalmente assisite, dettate da principi etici e/o religiosi, quindi , senza entrare nel merito delle restrizioni  e del  fatto se siano lecite o meno, mi soffermerei sull'aspetto che oggi appare alla ribalta delle cronache:: la tecnica che consente il recupero della funzione genitoriale di una donna già abbondantemente  e drasticamente  fuori dall'età fertile.
Penso che il buon senso, quello comune che ogni giorno guida i nostri comportamenti intrinsecamente legati alla naturalità delle cose quali  l'alternanza del giorno e della notte o delle stagioni e dei cicli lunari...debba farci opporre un secco e categorico NO 
Ciò non vuol dire che alcune derivazioni da tale posizione, quali la sottrazione  a cose fatte della bimba già nata e cresciuta ai genitori perchè anziani, così come è accaduto in questi giorni, siano appropriate (ci auguriamo infatti che il caso citato possa risolversi immediatamente restituendo la piccola alla  sua famiglia ), è il principio da cui muove il tutto che è inaccettabile..
Ove la gravidanza sia possibile oltretempo perchè la natura consente una fecondazione, la coppia ha la possibilità ed il pieno diritto  di decidere di portare avanti la gravidanza , ognuno ha la facoltà di fare le scelte che ritiene più opportune anche se a molti possono apparire anormali ( cioè fuori dalla norma ).
Quindi non mi trova favorevole il dibattito intorno alla giusta età per la maternità se questa pone un confine all'evento naturale anche se a volte imprevedibile od imprevisto, come spesso accade.
Esiste un fascia di età ideale  per la maternità  ma quanto afferma l'ostetricia spesso non coincide con l'evoluzione del ruolo e del significato della maternità e della paternità nell'attuale società. 
Ecco che l'affermazione lasciamo fare alla natura è la più giusta.
Un discorso a parte è rappresentato dalle gravidanze anzitempo ( le mamme bimbe) per la maggior parte frutto di abusi subiti , ma questo è un ambito  da approfondire in altra sede.
Oggi direi, che si può essere mamme a 20 come a 50 con la consapevolezza di esserlo e la scelta amorevole di volerlo diventare.
(Auguri a tutti i neo genitori  prossimi od attuali!)




Brindisi , 23settembre 2011                                 Iacopina Mariolo












mercoledì 7 settembre 2011

Una manovra non tanto strana..ma attesa e prevedibile


Strana estate.....trascorsa nell'attesa del responso che avrebbe salvato le nostre economie...ma cosa era lecito aspettarsi da un governo che ha portato avanti il vessillo dell'ingordigia a tutti i livelli: politico, sociale e personale?
Viviamo in società  già a monte malate di egocentrica attenzione per il privato ( casa famiglia proprietà..), è come l'uovo di Colombo, quando questi atteggiamenti e predisposizioni  di fondo si uniscono con le tendenze della destra più meschina, millantatrice , insensibile, priva di quell'umanità di cui potrebbe essere dotata indipendentemente dai costrutti politici ( e riconosco ad alcuni personaggi noti e non, magari miei amici, tale capacità di umanesimo pur essendo ormai  irrimediabilmente  appartenenti alla destra), che mai in Italia è stata presente dagli anni della liberazione in poi..il risultato è quello che ci appare oggi.
Non servono economisti di grido ( mi si perdoni l'espressione da circo mediatico) per comprendere  che  la manovra così come si presenta oggi :
- aumenta le ricchezze   di chi ricco lo è già, ad esempio consentendo alle imprese private  i licenziamenti di poveracci che magari da 20 anni lavorano in maniera indefessa ;
- favorisce lo spostamento all'estero delle imprese, nei paesi ove la manodopera è praticamente a costi zero, ma anche l'assunzione di altri poveracci, utilizzando le tecniche del lavoro flessibile e del part-time ( magari  di quell'altra categoria di poveracci, gli extracomunitari.)..sigh!;
- colpisce chi elude e non chi evade senza pensare che l'elusione a volte è l'unica possibilità di sopravvivenza per le le nuove fasce di  povertà....laureati inoccupati o sottoccupati ; famiglie con numerosi figli a carico  anche nella facia di età adulta o con il carico  totale di disabili ed anziani ( la cui meschina pensione che oscilla dai 200 ai 400 euro ,fra cui anche l'assegno di accompagnamento ,vorrebbe essere sottratta..) sigh!
Possiamo continuare, ma tutto ciò mi rattrista oltremisura....
MA CHE CI ASPETTAVAMO? Ora che i sindacati gridano all'orrore  ed allo scempio...dov'erano e dove eravamo tutti noi popolo d'Italia , noi dell'opposizione e voi che avete  votato in favore di questo governo!
Ovvio...siamo compartecipi ed allora cara opposizione...cosa riuscirai a cavarne? Perchè qui si sta giocando a carte la dignità e la vita  del popolo italiano.
 Siamo ad una svolta molto pericolosa  per la sopravvivenza del paese, il rischio infatti, per  noi gente comune, è di  finire  prede di questi cannibali  che stanno distruggendo la civiltà e l'umanità di un paese stupendo come l'Italia!


Brindisi 7 settembre 2011                                       Iacopina Mariolo

mercoledì 17 agosto 2011

La passione dei giallisti

Il fenomeno che accade in questi mesi, la partecipazione collettiva attraverso i blog, i forum e similari di migliaia di persone che inviano i propri commenti sui recenti fatti di cronaca un tempo definita nera,  che viene troppo spesso liquidato da benpensanti, ma anche colleghi psicologi, psichiatri o interpreti a vario titolo dei fatti mediatici, come ossessione morbosa collettiva, secondo me trova una spiegazione più articolata.
Cimentiamoci dunque in questa impresa volta a liberare il popolo di internet dall'etichetta nosografica di nevrotico ossessivo con tendenze sadico voyeuristiche.
Escludendo coloro che riempiono di insulti i presunti colpevoli e quindi giocano" all'ecce homo  fra Barabba e Gesù " su istigazione degli influssi mediatici che lavano i neuroni e relative aree corticali destinate alle attvità intellettive di tipo superiore; continuando con  l'escludere i dipendenti   da internet che usano il portatile  o il cell con connesssione mentrre sono al W.C. o sulla spiaggia, dato che siamo in estate, o in auto, o per strada...cioè letteralmente OVUNQUE, rimangono coloro che definisco i curuosi sani, i" giallisti" .
In questa categoria rientrano anche i curiosi dell'animo umano, dei contorti passaggi della psiche e dei comportamenti correlati. Quanti fra voi hanno letto avidamente libri gialli o sono stati deliziosamente travolti dalla suspence dei trhiller ..deliziosi..attivano la funzionalità cerebrale invece di ottunderla.....*
L'unica differenza, che può far sorgere qualche problema, è che queste storie sono drammi reali, tragedie in cui sono coinvolte persone con una loro dimensione di vita e di relazione,ed  è qui che deve sorgere un'etica del dolore altrui.....
Mi rendo conto della difficoltà di mediare  e di trovare una giusta dimensione all'espressione di migliaia di frequentatori di un blog...dunque sta al gestore del blog  o del forum fare il moderatore con molta attenzione  e seguire alcuni criteri deontologici, che forse sarebbe finalmente il caso di definire, oggi più che mai.
Ma  i primi regolatori del flusso interpretativo e delle affermazioni relative ad eventi , situazioni e contesti che coinvolgono altri individui simili a noi in quanto esseri umani , ma diversi poichè travolti da sciagure  dal dolore immane  oltre l'umana comprensione, siamo NOI STESSI.
Perciò, popolo di internet, diamoci una regolata!

*devo ammettere di rientrare in entrambe le ultime due categorie, essendo stata in alcuni periodi della mia vita anche  un'afecionada di libri gialli

Brindisi,
17 agosto 2011                                                                   Iacopina Mariolo

venerdì 22 luglio 2011

La freschezza del cocco



Cocco cocco fresco cocco bello.........signurì ne vulite assaggiare? mmmm …
Simon camminava lungo la spiaggia offrendo ai bagnanti accaldati un frutto della sua terra: la Giamaica.......Ma che ci faceva lì, e poi con quell'accento buffo da napoletano acquisito .
Si sforzava di ricordarsi la sua lingua originaria , il suo  dialetto patwa .
Aveva da tempo lasciato perdere  la musica, da quando si era gravemente ammalato....si toccò la gola e sentì sotto le dita  il “cordone” della cicatrice, spessa e sopraelevata , un ricordo , al tatto , dell'operazione subita : un cancro alla gola, con il risultato di un addio definitivo al canto , certo, poteva parlare, anche alzare la voce per offrire il suo cocco bello, ma non di certo cantare...gracchiante era il suono che le corde vocali residue gli consentivano, fischiare si, quello poteva farlo e mentre camminava sul sentiero infuocato che oggi percorreva fra ombrelloni, sdraio, giochi di bimbi e corpi sdraiati o in movimento, si allontanava da tutto e soffiando fra le labbra nella giusta maniera produceva l'armonia che guidava i suoi passi a ritmo di reggae. Con i calzoni arrotolati su quelle lunghe e nere gambe, era veramente un belvedere ...sembrava un animale esotico irrimediabilmente perso in quello spazio di mare che pareva una tinozza di acqua sporca riscaldata al sole.....Ma nella sua mente e nel suo cuore, al ritmo solare che lo faceva ancheggiare nel sentiero ad ostacoli del lido O’ sole di Napoli.....c'era il mare della Jamaica. delle corse del bimbo scalzo con i grandi occhi neri ridenti , i mossi capelli carezzati dal vento della sua isola fra i richiami della  lingua originaria ed i colori della sua gente e dei suoi luoghi..

A tutto questo pensava Simon ….certo di anni ne erano trascorsi dal suo arrivo nel paese do’ Vesuvio..era il 1975 ed aveva 30 anni allora, ora ne aveva...66 o giù di lì .
Da quando non poteva più cantare , suonare  e muoversi a ritmo di reggae , per guadagnarsi da vivere vendeva collanine e braccialetti che annodava con attenzione inforcando i suoi occhiali da presbite( in questo si era occidentalizzato, certo) sulla soglia della sua casa  che a dir la verità non era messa tanto male, aveva  avuto buon gusto Simon ed un piccolo gruzzolo da investire  per i propri confort.
Il divano, una buona cucina con forno, la lavatrice etc..compresa la tv con schermo piatto………ma i soldi erano finiti e per vivere ora l’estate vendeva anche il cocco, in spiaggia, a 66 anni e con il caldo sulla testa…….
Ma lui non era lì, era nel suo mare, quando andava a pesca con suo padre  l’odore che sentiva era tutto racchiuso lì, nella barca , nel mare che solcava,  nelle braccia forti ed odorose di pesce di papà Samuel .

Picchio Paco se n'è andato,se n'è andato giù al mercato,al mercato gli hanno detto Picchio Paco piccoletto. Piccoletto io non sono, tanto grande diventerò tanta pappa mangerò, tante ninne io farò sarò grande, grande sì, com'è grande il mio papà..
Questa è la ninna nanna di  mamma... il ricordo di lei  è sempre stato intenso, profondo come una lama di coltello che affonda nel cuore, doloroso……le braccia calde ed il seno odoroso di mamma Keonia .. fa caldo oggi coccoo  cocoobellooo cocco fresco…
Mamma mi compri il cocco.? Va bene ma fai il bravo…signore..ehi signore…un bel pezzo di cocco fresco .. mamma mammaaaa  non mi risponde ! voglio il coccoooo….

Simon accarezzò dolcemente la testa di quel bimbo sudato e capriccioso e riprese a camminare,. leggero questa volta, perché non aveva più bisogno di portare con sé il cesto con il cocco e l’acqua fresca ..che strano le sue gambe erano leggere come il suo corpo  riflesso nel mare; vide la sua immagine e  pensò che  così snello e muscoloso, con i capelli neri e le treccine, la camicia sbottonata fino alla  fascia degli addominali , non era  poi male…

Sollevò la testa e da lontano lo colpì quel corpo di vecchio che sembrava dormisse, provò un senso di affetto misto a pietà   ma fu solo un momento, riprese a camminare lieve lieve.
Aveva deciso di tornare a casa….                                  

22 luglio                                                                Iacopina Mariolo

mercoledì 22 giugno 2011

Il nocchiero”novello Caronte” e la nuova politica

Chi avrà il compito di traghettare le anime oltre il confine con  i luoghi delle umane genti? E’ un punto di non ritorno ove l’estremo  viaggio avrà termine. Siamo spettatori di un cambiamento. O meglio, aneliamo ad esserlo nella certezza che non vengano tradite le nostre aspettative….
Ma chi farà da novello Caronte? ( sia chiaro, il riferimento al maschile è solo per l'uso metaforico del personaggio, che, si auspica possa essere donna )
Chi avrà la forza, la dignità morale  ma anche la profonda adesione al modello che rappresenta  la proiezione dei desideri di tutta quella gente, il popolo degli italiani e delle italiane, che per anni vittime di scelte politiche ed elettorali scellerate  imposte dal plagio e dal nonsense  di quella politica che agisce in funzione della tutela dei propri interessi di casta, ha finalmente riscoperto il valore della libertà dal giogo, recuperato quel livello di autostima che consente di chiedere la risposta immediata ai propri bisogni in settori  quali quelli  dell’occupazione, del lavoro,  del welfare, della formazione e della scuola, della tutela  dell’ambiente naturale e sociale....? 
A chi dunque il compito,  pensiamoci, perché questa volta non è consentito sbagliare, e soprattutto, il traghettatore deve prendere l'onere con la giusta solennità  ma non solo, con decisione, fermezza ed autorevolezza: noi, la gente comune, non accettiamo rimpasti, ricicli, resurrezioni, e neanche lifting od interventi estetici che mutino la fisionomia partitica  ma non l’anima politica..
Se la vecchia politica continuerà ad infiltrarsi nelle prossime  kermesse elettorali penso che la gente che ha già ampiamente disobbedito ammutinandosi nelle ultime consultazioni ,troverà la giusta soluzione.
Quale? Un NON VOTO DI MASSA  ad esempio come ultima spiaggia, ma quella più giusta è la scelta  della collettività di produrre e proporre  in maniera autonoma e senza bandiere o falsi profeti  i propri Caronte per condurre definitivamente nelle tenebre quella parte della politica che ha oscurato le nostre vite.
 Brindisi, 19/11/2012             
 Iacopina Mariolo

mercoledì 25 maggio 2011

Genitori non si nasce


 L’utilità  di esperienze quali la Scuola Genitori e la Banca del Tempo
Genitori non si nasce
come provare a descrivere un concetto tanto usato ma così tanto poco compreso fino in fondo?
L’aspetto nodale è che si diventa genitori dopo una dura gavetta , o meglio solo grazie e contemporaneamente  all’esperienza.

Viviamo in famiglie con” nidi pieni” ad oltranza ,  ben lontane dalla sindrome del nido vuoto ( vedi in Winnicot D.W. “La famiglia e lo sviluppo dell’individuo”) o con cordoni ombelicali lunghissimi che malgrado le distanze fisiche esistenti per motivi di studio – lavoro continuano a tener in piedi legami “ fuori tempo” fra figli quarantenni e genitori settantenni che continuano a detenere la delega educativa e della responsabilità dei propri “ rampolli” ( che magari nel frattempo hanno messo su famiglia).

In ambito psicologico  il Genitore rappresenta lo stadio ultimo di evoluzione psichica e contiene in sé aspetti personali ed aspetti mutuati ( o meglio ereditati) dal genitore reale.

Il riferimento all’ultimo episodio di cronaca, oltremodo doloroso, della piccola Elena, compare fra le righe e necessita  di analisi libere sia  dal giudizio, che da superficiali  e compassionevoli forme di comprensione per l’accaduto.
La gravità è manifesta  nella conclusione indesiderata: la morte della piccola.

Dovremmo chiederci  quanti siano gli episodi sfociati in tragedia a causa di  errori di accudimento che accadono in maniera totalmente indesiderata,ovvero  non  intenzionale, per distrazione o superficialità.

Sappiamo bene  che esser genitori significa spesso un eccesso di stress che, aggiunto a quello lavorativo e sociale, può determinare una risposta  che è molto simile all’annientamento della volontà e del comportamento responsabile e consapevole.
Ma assumere le proprie responsabilità fino in fondo, da adulti,  significa non delegare mai ad altri ( sia anche la società ) ciò di cui si è responsabili in prima persona.
Significa anche comprendere il proprio limite, il disagio in agguato e sapervi porre rimedio.
Non possiamo  in alcun modo attribuire o delegare ad altri  il “dolce peso” della genitorialità, quando ne assumiamo il ruolo.
Sarebbe come dire che mentre sono responsabile di un errore anche se involontario nell’espletamento del mio lavoro , quando svolgo il ruolo di genitore  posso liberarmi dal peso di comportamenti inadeguati perché errare humanum est.

Che fare dunque nel caso che queste competenze genitoriali e la loro acquisizione sul campo determino esiti tragici?
La comunità ( di relazione, sociale, politica, )  ha in ogni caso l’obbligo di porsi  il quesito e di trovare possibili interventi.
E’ pur vero che i genitori alle prime armi non hanno riferimento alcuno se non le rispettive famiglie di origine, ove esistenti e soprattutto capaci; la Scuola Genitori è un’esperienza che è nata nella seconda metà degli anni ’90 ad opera dei consultori familiari, associazioni di volontariato, terzo settore, ed  in alcune realtà con  politici e manager della sanità “ volenterosi”, si è radicata nel territorio e rappresenta un costante riferimento, che prosegue dopo il parto ed accompagna i genitori con iniziative concrete, di aiuto, fra cui la banca del tempo.   
La banca del tempo è uno scambio di  favori  fra soggetti in relazione fra loro , che avviene in maniera strutturata e coordinata
Da Wikipedia  La Banca del Tempo (abbreviato, BdT) è un tipo di associazione che si basa sullo scambio gratuito di "tempo".
Ciascun socio mette a disposizione qualche ora per dare ad un altro socio una certa competenza. Le "ore" date vengono "calcolate" e "accreditate" o "addebitate" nella Banca. Può succedere così, che non sia la stessa persona a "rimborsarle", ma un'altra. Tutti gli scambi sono gratuiti; solo è previsto un rimborso spese (per esempio, per i mezzi di trasporto o eventuali materiali utilizzati nel lavoro svolto) e una quota associativa, per lo più annuale, variabile da Banca a Banca. Ogni ora viene valutata per un'ora, indipendentemente dal valore monetario del tipo di prestazione svolta. Le attività delle BdT sono molto diverse: lezioni di cucina, manutenzioni casalinghe, accompagnamenti ( a scuola ), ospitalità, e babysitteraggio, cura di piante e animali, scambio, prestito o baratto di attrezzature varie, ripetizioni scolastiche etc. Anche il tempo dedicato all'organizzazione, all'accoglienza, e alle riunioni o feste viene in genere valutato come tempo scambiato e quindi accreditato o addebitato nel conto personale del socio.

INTERESSANTE vero? Esiste anche un sito che rappresenta l’Osservatorio nazionale delle Banche del Tempo ( http://www.tempomat.it/ )

Che ne pensate, può essere sufficiente non solo per  un’utile opera di prevenzione ma anche per fornire il giusto sostegno mirato all’acquisizione di quello che il già citato  Winnicot  definisce spazio mentale interno  ovvero  lo “spazio mentale” che i genitori costruiscono per il figlio, grazie al quale è possibile  sviluppare comportamenti adeguati di cura ed attenzione nei riguardi del bambino?
                                                                         
Io penso di si…
Se condividete lavoriamoci su…..

Brindisi, 25 maggio 2011                                       Iacopina Mariolo



sabato 14 maggio 2011

FEMMINICIDI (Melania e le altre)



Vengono chiamati “femminicidi” e sono gli omicidi commessi contro le donne.
Prendono  questo nome solo se l'assassinio è scaturito per motivi legati al fatto di essere donna

Se ci guardiamo intorno, ci accorgiamo che i delitti più eclatanti, quelli che hanno avuto “scalpore” mediatico, sono tutti  a danno di donne, per giunta giovani. (Sarah, Yara, Melania, delle quali tuttavia non sappiamo  se la mano o la mente omicida sia stata maschile; la povera Elisa Claps, la cui uccisione data 12 anni, a queste si aggiungono le altre donne ( purtroppo la lista dei femminicidi è lunga) che in questi ultimi anni  son salite alla ribalta della cronaca perché uccise con ferocia da uomini a loro vicine , spesso compagni, fidanzati, mariti o ex, con  barbarie del tutto fuori luogo e non legate a situazioni particolari di vita che potrebbero aver generato l’azione scellerata.

Bisognerebbe rivedere  le percentuali dei delitti  ( femminicidi ) negli ultimi 50 anni e fare un confronto.
Sociologi e criminologi che hanno accesso ai dati ci dicono che nulla è cambiato e che la violenza efferata nei confronti delle donne è sempre esistita: un esempio? Il mostro di Roma, che ha dato vita al caso Girolimoni, presunto colpevole poi riconosciuto innocente, che seminò il terrore negli anni del fascismo con l’uccisione di inermi e piccolissime bambine dopo averle stuprate.
C’è  chi fa riferimento addirittura  a Jack Lo Squartatore, pseudonimo dato al serial killer di giovani donne che agiva nella Londra di fine’800.

Bene… cioè, male, ma il punto non è questo : nessuno mette in discussione che i crimini efferati nei riguardi delle donne ci siano sempre stati, ma, oggi, nell’anno 2011 alcune considerazioni sono più che opportune, direi  inevitabili:
-      l’oscurantismo legato a retaggi culturali di caccia alle streghe dovrebbe essere trascorso da almeno un millennio e perciò TOTALMENTE  superato ;
-      la liberazione sessuale  e dai tabù  che le donne hanno  attuato ha reso l’approccio alla sessualità decisamente meno problematico e di più facile realizzazione ( per entrambi i sessi );
-      uomini e donne possono vivere un intercambiabilità di ruoli dal punto di vista sociale, familiare, relazionale;
-      uomini e donne cooperano in molti settori  con reciprocità e piena collaborazione, in contesti pienamente  improntati alla parità.

Alla luce di queste considerazioni, aldilà  delle mancate realizzazioni lavorative, politiche e sociali  che in certi contesti sono ancora una dura realtà da affrontare per creare la verità parità non solo di realizzazioni ma anche di opportunità, possiamo enucleare:
Hillary Clinton, Camusso, Marcegallia, Lorenza Lei da ultima. Sono solo  alcuni nomi noti, ma nella storia passata e presente, tante sono le donne che hanno calpestato il sentiero dell’immortalità…
E che ognuno aggiunga chi crede e conosce nel proprio contesto  nel sito che vi segnalo http://digilander.libero.it/comfox/d_donne.htm


Dunque? Perché a tali livelli di civiltà  nel rapporto uomo- donna e  nella considerazione delle realizzazioni delle donne , l’animo maschile agisce in maniera così torbida ed oscura da perdere la consapevolezza  e giungere all’uccisione del proprio “oggetto “d’amore e di relazione?

C'è un netto contrasto dunque fra l’apparenza  e la realtà.

Bunuel ( famoso regista scomparso nel 1983) nel suo noto film “Quell’oscuro oggetto del desiderio” (1977) ben affrontò il tema del desiderio maschile , che ha spazi di grande istintualità con una vasta componente irrazionale, ma viene per così dire addomesticato” dallo stesso uomo.

Dobbiamo dunque pensare che fenomeni quali la guerra, la corruzione, le barbarie,siano inevitabili alla stregua dei corsi e ricorsi della storia? Che a causa della natura umana, il lato oscuro dell’uomo in quanto maschio possa in individui ritenuti normali in altre circostanze di vita, di colpo ed in maniera del tutto imprevedibile avere il sopravvento  con comportamenti di grande distruttività nei confronti delle donne in quanto femmine?
Sono numerosi gli esperti  che ritengono questo aspetto determinante  per la spiegazione delle efferatezze maschili nei confronti del femminile alle quali assistiamo oggi.

Sarebbe troppo  sbrigativo e superficiale

Non è difficile comprendere che si è di fronte ad un fenomeno multifattoriale. Servono analisi, studi e ricerche su psiche, comportamenti ed azioni, indipendentemente dalle menti criminali, che possano analizzare ed interpretare seriamente e non con lo spirito del  fatalismo storico o del determinismo mutuato da vecchie impostazioni cliniche  o del gossip (come oggi è d’uso), quanto accade,

Ci vorrà del tempo, ma questo apre nuove frontiere alla psichiatria ed alla psicologia, in quanto la criminologia è già rappresentativa di qualcosa che è avvenuto, di cui non si può che prendere atto  passando allo studio della mente criminale che ha commesso il gesto efferato.
Infatti lo studio del singolo, o lo studio del comportamento deviante non rende assolutamente ragione dell’opera di prevenzione, rappresenta il punto di arrivo di un percorso….ma dov’è l’inizio? Non si può ahimé tornare indietro come in un rewind……….

Servono dunque elementi nuovi, quali studi e ricerche , ma anche nuovi interventi perché l’educazione alla civiltà  che si esprime con sane istanze e comportamenti adeguati  nei riguardi dei propri simili, inizia dalla culla.
Occorreranno decine d’anni, ma bisogna iniziare.In questa società non abbiamo ancora appreso la definizione ed il concetto di PREVENZIONE PRIMARIA , termine con il quale si intendono tutti gli   interventi di natura sanitaria, sociale, economica ed educativa volti ad impedire che un determinato evento nocivo per la salute  possa manifestarsi.
I
Interveniamo, tornando nello specifico, con centri antiviolenza, antistalking, comunità rifugio…ma è come se si fosse sempre in guerra ed i rimedi possibili solo  la cura delle ferite  o la fuga dal campo di battaglia !

Tutto questo si traduce in un unico messaggio: cosa si fa per evitare l’irreparabile?

LISTA dei giusti interventi:
o   ampliare gli studi longitudinali ( su uno stesso individuo nel corso degli anni) per stilare una serie di fattori di rischio su cui sia possibile intervenire per l’opera di prevenzione;
o   attuare una serie di interventi pratici fra cui rendere obbligatoria       e continuativa  fino all’età dell’adolescenza la formazione alla genitorialità ancor prima della nascita dei figli ( dal periodo della gestazione);
o   sottoporre a seria analisi  i contenuti e gli strumenti di gioco quali playstation , video game, e del settore  “intrattenimento” quali programmi televisivi ed ondine;
o   educare bambini e bambine, ragazzi e ragazze, uomini e donne, all’affettività ed alla sana espressione delle emozioni nel rapporto uomo donna….
L’elenco è lungo, ognuno aggiunga mentalmente quelli che riconosce possano essere siano i giusti interventi.

Bisogna Iniziare SUBITO perché ogni istante che passa è prezioso!

Una domanda tuttavia mi sorge spontanea alla luce dei tanti mancati interventi -  è possibile che l’aggressività estrema  nei riguardi delle donne, il femminicidio, appunto, sia funzionale all’attuale sistema sociale e culturale e di relazione? -  Il che significa chiedersi se è utile a qualcuno o a qualcosa.
 Mah! Sarebbe  uno dei paradossi di questa nostra società e non è questo il contesto per analizzare il fenomeno in tal senso.
Tuttavia una metafora mi sembra opportuna : sarebbe come una pentola a pressione che ha bisogno della valvola  che consente di far sfiatare  un po’ di vapore, quel giusto che serve per evitare l’esplosione!

In ogni caso non potremo reggere a lungo, operiamo il cambiamento noi, nei nostri micro contesti relazionali, educhiamo i piccoli ed autoeduchiamoci per quanto ancora possibile operando la giusta prevenzione.

Brindisi 13 maggio 2011          Iacopina Mariolo